Il Portogallo è stato lunedì (26 gennaio) il primo Paese dell’Unione europea a lanciare un portafoglio digitale per le imprese: un’app pensata per dare alle aziende un accesso facile alla documentazione amministrativa, anche oltre i confini interni dell’Unione.
La Commissione europea ha presentato l’iniziativa come uno strumento chiave per ridurre gli ostacoli alla crescita delle imprese in Europa, soprattutto per quelle che cercano di lavorare con le amministrazioni pubbliche di altri Paesi dell’Unione e che vendono servizi piuttosto che beni materiali.
Gonçalo Matias, il ministro portoghese responsabile del progetto, ha detto a Euractiv.com che l’app sarà molto importante per ridurre questo tipo di frustrante burocrazia transfrontaliera.
Per ora, lo strumento consente alle imprese di accedere a quattro documenti amministrativi di base – tra cui una carta d’identità dell’azienda e una dichiarazione di assenza di debiti fiscali – ma nei prossimi mesi ne verranno aggiunti altri. Entro l’estate, secondo Matias, le aziende potranno accedere a tutti i documenti necessari per vendere alle autorità pubbliche in tutta Europa e per aprire conti bancari.
“Uno dei grandi vantaggi del portafoglio è che i documenti vengono sempre rinnovati”, ha spiegato a Euractiv.com. “Se devi rinnovare un documento ogni 90 giorni, il portafoglio lo farà automaticamente”.
Tuttavia, le imprese dovranno ingoiare una pillola amara: i potenziali costi. Sebbene la versione base del portafoglio sia “gratuita e lo sarà sempre”, ha detto Matias, le aziende dovranno pagare per servizi per i quali le amministrazioni pubbliche già oggi applicano delle tariffe – così come per alcune future “funzionalità avanzate”.
Lo svantaggio del pioniere
Mentre il governo portoghese è entusiasta delle prospettive del progetto, non tutte le Capitali dell’UE sono sulla stessa lunghezza d’onda: il ministro estone per il Digitale ha attaccato l’iniziativa, sostenendo che costerà centinaia di milioni di euro e che duplicherà sistemi già esistenti.
Matias ha detto di comprendere la preoccupazione, dal momento che l’Estonia è molto avanzata nella digitalizzazione della propria amministrazione – ma deve ora ridefinire i sistemi esistenti per adattarli al piano dell’UE volto a recuperare il ritardo dei Paesi meno avanzati sul piano digitale.
Il Portogallo ha lavorato direttamente con la Commissione per assicurarsi che il proprio sistema fosse compatibile con il piano dell’esecutivo europeo. In effetti, la Commissione ha proposto il portafoglio per le imprese solo due mesi fa – e la bozza di legge deve ancora passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio prima di diventare giuridicamente vincolante.
“È un punto critico perché deve essere interoperabile, per assicurarci che funzioni correttamente in tutta l’Unione europea”, ha osservato Matias, aggiungendo di essere “totalmente disponibile” a collaborare con gli altri Paesi sulle loro soluzioni nazionali.

